Collana Fernandel

www.fabula.it. Voci dal cyberspazio


www.fabula.it. Voci dal cyberspazio
Pagine: 128
Collana: Fernandel
Data di pubblicazione: 1 dicembre 1997

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L'antologia dei migliori racconti di uno dei primi siti internet dedicati alla scrittura


Fabula.it è stato uno dei primi siti internet a mettere on line racconti e testi di varia natura, senza le censure e senza le mediazioni tipiche di una casa editrice. Nel 1997, grazie al coordinamento di Jacopo De Michelis, il sito esordisce su carta con un'antologia che è la selezione dei suoi racconti migliori. Dal pulp al minimalismo, dallo sperimentalismo linguistico agli scenari ipertecnologici, l'antologia è lo specchio fedele delle tendenze e dell'eterogeneità dei gusti letterari della seconda metà degli anni Novanta.
Negli anni alcuni di questi autori hanno “fatto carriera” e di altri inevitabilmente si sono perse le tracce.

L'indice del volume

  • Matteo Galiazzo, Vito
  • Massimiliano Sossella, Auto ipnosi
  • Roberto Ferrucci, alt.binaries.pictures.erotica
  • Alberto Forni, Il giorno che abbiamo fatto a pezzi la Barbie piena di demonio
  • Silvio Castelletti, Le parole di uno sconosciuto
  • Massimo Canetta, La gatta
  • Chiara Beaupain, Mercoledì
  • Massimiliano Griner, Barellieri della Croce di Gesù Cristo
  • Marco Drago, Perdente nato
  • Raffaele Palumbo, Falsi-Cammelli
  • Chiara Berlinzani Deharo, Ricardo corazón de léon
  • Patrizio Pacioni, Squadra speciale
  • Roberto Moroni, L'assafetida


  • Jacopo De Michelis: Voci dal cyberspazio


    Innanzitutto, una doverosa precisazione, per sgombrare il campo da possibili equivoci: questa non è un'antologia di fantascienza, qui non si tratta di cyberpunk, cow-boy della consolle, realtà virtuali e similia. Le "voci" che compongono la presente raccolta non parlano del cyberspazio, ma, letteralmente, provengono dal cyberspazio, nel senso che hanno scelto di farsi sentire all'interno delle reti informatiche, risuonando attraverso le silenti distese cyberspaziali, in quel "non-luogo" senza confini, capillarmente ramificato lungo l'intera superficie del globo, che è Internet, la "ragnatela mondiale". In altre parole, ciò che accomuna gli autori dei racconti che state per leggere, noti o sconosciuti, emergenti o esordienti, è il fatto di aver deciso di esprimersi non - o almeno, non solo - fissando le loro storie sulla vecchia e solida carta stampata, ma facendogli assumere la consistenza impalpabile dei bit. I racconti qui presentati provengono infatti dagli archivi digitali del Circolo Letterario Telematico Fabula, e rappresentano il bilancio di un lavoro di raccolta e selezione svolto da Fabula nei suoi primi tre anni di attività sui testi letterari inviati al Circolo su Internet. Fondata nel 1994 e gestita dall'omonima associazione culturale, Fabula è nata con lo scopo di mettere al servizio della letteratura e dei suoi appassionati i nuovi spazi e le inedite possibilità aperti da quella "rivoluzione digitale" a cui ha dato inizio negli ultimi anni il prepotente sviluppo delle tecnologie informatiche e telematiche. Per Fabula la telematica non è un fine, ma un mezzo, un nuovo medium di cui sfruttare l'efficacia comunicativa e il potenziale interattivo per portare avanti un progetto culturale che ha come finalità primaria la promozione e la diffusione dell'amore per la scrittura e la lettura.
    La pubblicazione di questa antologia, oltre a quello, imprescindibile, di offrire una scelta di testi interessanti e di qualità, ha dunque il doppio scopo di dimostrare, al di fuori e al di là dell'ambito telematico, lo spessore e il valore culturale e letterario del lavoro svolto da Fabula su Internet e di segnalare a un establishment cultural-editoriale ancora troppo diffidente la validità di uno strumento che moltiplica gli spazi e le opportunità d'azione e può sopperire a lacune e limiti denunciati da quelli attualmente in uso. Per Fabula infatti Internet non è un canale alternativo o superiore, ma semplicemente supplementare rispetto a quello costituito dai tradizionali circuiti editoriali; né si pretende di sostituirla a essi, relegandosi nella rete come in una sorta di ghetto o di riserva indiana; al contrario, si vorrebbe aprire l'uno all'altro e mettere in contatto, con reciproco vantaggio e arricchimento, questi due mondi ancora troppo separati e scarsamente comunicanti.
    L'intento di questa antologia, non è quello di accreditare l'esistenza di un improbabile movimento letterario digitale fornito di caratteristiche omogenee e specifiche che lo distinguano da ciò che si pubblica su carta. Intendiamo invece offrire uno spettro quanto mai ampio di possibilità espressive e narrative, per evidenziare come anche su Internet circoli la stessa molteplicità e diversità di stimoli, fermenti, suggestioni e ossessioni che animano e agitano la letteratura stampata. Queste voci non si confondono in un coro indistinto, ma danno vita a una polifonia variegata e dissonante di stili differenti, ognuno dotato di una sua coerenza, maturità e autenticità. Quello che vi viene proposto è così un materiale estremamente eterogeneo e composito, sia per quanto riguarda i registri espressivi che i soggetti trattati.
    Si va dallo straniato e inquietante Vito di Matteo Galiazzo, una originale rivisitazione del classico tema del "doppio", alle cupe atmosfere del racconto di Massimiliano Sossella, nero come l'onda che lo conclude; dalla grottesca sarabanda "pulp" di Alberto Forni al composto minimalismo di Chiara Beaupain; dalla quieta disperazione del testo di Marco Drago ai turgidi funambolismi linguistici di Roberto Moroni; dall'umorismo feroce di La gatta di Massimo Canetta alla malinconia intrisa di rimpianti del racconto di Silvio Castelletti; dalle incursioni nel mondo giovanile di Massimiliano Griner e Raffaele Palumbo all'ossessione telematica raccontata da Roberto Ferrucci; dal Sudamerica evocato da Chiara Berlinzani alla Sicilia di Patrizio Pacioni.
    Insomma, le "voci dal cyberspazio" di Fabula sono qui a testimoniare della ricchezza e vitalità della odierna narrativa telematica, e - ne sono certo - non lasceranno indifferenti voi che vi accingete ad ascoltarle.