Collana Fernandel

Pier Damiano Ori, Grasso


Grasso
Pagine: 128
Collana: Fernandel
Data di pubblicazione: 1 marzo 1998

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«Non mi piace l’ironia, che è aggressiva, ma l’umorismo, che è un metodo di conoscenza»

Il romanzo è la storia di Pires, un immigrato portoghese a Bologna che per vivere uccide cani di razza su commissione. Pires è enormemente grasso, e benché viva benignamente la propria mole, la sua donna (Ryta Barcellona) tenta con ogni mezzo di farlo dimagrire. L'intreccio prende vita quando Pires è costretto ad accettare un incarico scomodo: uccidere Batufolo Batman, il cane più buono del mondo. Sulle tracce del pregiato animale, l'equilibrio dei personaggi va in frantumi e, come in ogni commedia che si rispetti, si ricompone nel finale con amori inaspettati...

Pier Damiano Ori all'epoca di Grasso

Pier Damiano Ori è nato a Modena nel 1949 e ha lavorato in RAI come giornalista. In collaborazione con Giovanni Perich ha pubblicato le biografie: Talleirand (Rusconi, 1978), Matilde di Canossa (Rusconi, 1980), Maria Luigia di Parma (Camunia, 1984). Nel campo della narrativa ha pubblicato La carrozza di San Pietro (De Agostini, 1983), Lo scherzo di Rossini (Camunia, 1991), e per ragazzi: Nato per la musica (1992) e Il viaggio di Matilde (1994) entrambi per Signorelli.

Come inizia


La verità è che sono grasso.
Ma quanto grasso? Più di John Candy, o un grasso dinamico come quello del povero Belushi. Oppure un grasso carismatico, alla Orson Wells.
Io, per me, seguo la linea dell'ombelico. Allo specchio misuro di quanti centimetri lo stomaco straborda dall'elastico dei boxer. Sono anni che, secondo i canoni accettati, da questo esame ho cattive notizie. Ma anche quando ero magro, o semimagro, mi sentivo grasso. Forse sono nato per essere grasso. Al mondo ci deve essere una quota di grassi, così come ci deve essere una quota di coccodrilli, una quota di pigmei, una quota di albini...
Chi vi parla è un bell'uomo di centoventicinque chili, alto un metro e settantotto, capelli sale e pepe ex castani, occhi marron profondo buono. Ho appena terminato, avendo la peggio, un impegnativo corpo a corpo con Ryta Barcellona. Miss Ryta con un unico sapiente diretto ha spostato molto più a nord della sua sede naturale il mio sopracciglio destro.
Episodio cruento col quale si è conclusa la lotta iniziata otto minuti prima, quando ho tentato di possedere la mia donna. Miss Ryta non era tanto contraria a una eventuale penetrazione, quanto a essere messa fuori uso dalla mia mole, che durante l'amplesso non solo l'avvolge ma la soffoca. Purtroppo non riesco a sostenermi abbastanza a lungo su ginocchia e gomiti. Adesso sono seduto al piano di sotto, alla scrivania del mio studio, in via Mezzofanti 22. Bologna è gelata da un vento siberiano, e anche la nostra casetta è piena di spifferi. Io, però, sudo come d'estate sulla spiaggia di Viserbella: anche il sottopormi, immobile, a una precisissima sequenza di uppercut, per il mio fisico è uno sforzo eccessivo.
Miss Ryta è rimasta al piano di sopra. Sento il ticchettio delle scarpe con i tacchi da venti centimetri. Fra poco uscirà per sbollire. Prima, però, passerà per vedere come tiro avanti. Miss Ryta, infatti, oltre a possedere un corpo flessuoso e invogliante, è molto ma molto buona.
Eccola qui: "Ciao topone, come va?" chiede.
Accenno un sorriso accarezzandomi il sopracciglio gonfio. Un gesto che vuol dire: per me non fa niente se mi hai ucciso un occhio, se ce l'ho ancora duro duro che se continua così non mi rimarrà che ricorrere a mamma sega... e per te? No. Per Miss Ryta fa, e come che fa. Sorride, ma mi ordina anche di uscire con lei, prendere l'auto e raggiungere via San Felice 58. Lì ha sede l'istituto di cure dimagranti del dottor Adelmo Weiss.
Mi allunga la mano affusolata con le unghie laccate di rosso. La presa è d'acciaio. "Vieni, Pires" dice sorridendo.
Pires. Infatti sono portoghese. Il mio nome per intero fa: Alvaro Cardoso Pires. A Bologna, per tutti, Pires, punto e stop.
Nel '49 mio padre era un brillantissimo studente di ingegneria all'università di Coimbra. Per i suoi meriti ottenne, personalmente dal dottor Salasar, di poter terminare gli studi all'estero. Ma il dottor Salasar non scelse per lui, come invece per tanti altri, un'università americana o brasiliana. Ma una facoltà italiana. Il perché papà Pires non lo seppe mai.[...]

Rassegna stampa
  • Loredana Limone: Intervista a Pier Damiano Ori (2007)
    Pier Damiano Ori (Modena, 1949) scrittore e critico, è autore fra l'altro dei romanzi "Grasso" (Fernandel), "Di applausi si muore" (Aliberti), "Piazza Grande" (Aliberti) e dei racconti filosofici "Il pensiero degli oggetti" (Aliberti). Giornalista culturale alla Rai, scrive di letteratura e arte su quotidiani e riviste.
    Divertente, ironico, irresistibile: Alvaro Cardoso Pires. Com’è, invece, Pier Damiano Ori?
    Amo la calma, non mi piace l’ironia che è aggressiva, ma l’umorismo che è un metodo di conoscenza. Fuggo gli stereotipi che m’inseguono feroci (o golosi) per fare il loro sporco lavoro: privarmi della mia verità (o digerirmi). Non mi piace viaggiare, mi commuovo spesso, il che mi fa pensare di non essere poi così buono come mi piace credere.
    Dog-killer… perché?
    L'esistenza di un dog killer è l’unica cosa vera in tutto il romanzo. Lessi la notizia su un quotidiano, La Stampa, per essere precisi.
    Il motivo del successo degli uomini grassi.
    Ma gli uomini grassi non hanno successo... questa è la menzogna più lampante del romanzo, insieme al fatto che un cane possa insegnare in una scuola media.
    Cosa vuole una donna da un uomo grasso?
    Che dimagrisca.
    Le preferenze gastronomiche di Pier Damiano Ori (e, a proposito, sei grasso)?
    Un branzino al vapore, servitomi senza olio ma con una bottiglia di Franciacorta saten (quando ho scritto Grasso, dieci anni fa, ero grasso, da cinque anni, dopo un dimagrimento di 25 kili, sono di stazza normalissima. Mi piaceva essere grasso? Sì. Mi piace essere magro? Amo sentirmi svuotato. Odio sentirmi pieno.)

  • La filosofia dell'adipe, in «Cucina di stagione» (aprile 2009)
    Grasso è bello? Alvaro Cardoso Pires non ha dubbi. Per lui sì. Adora i suoi 125 chili distri­buiti su un metro e settantotto d'altezza, i capelli sale e pepe (ex castani). Si definisce «grasso carismatico, alla Orson Welles». Piace alle donne e, che è più importante, piace a se stesso. Eppure, è costretto a dimagrire dalla sua compagna. Le ha provate tutte: cure del sonno, sedute di psicoterapia, elettrosti­molazione... E poi si ritrova di notte davanti al frigo a farsi una maionese allo yogurt da spal­mare sulle fette biscottate. Preferisce però preparare polpette avvelenate: sono lo stru­mento del suo lavoro. Perché Pires è un dog killer: si fa pagare per uccidere cani di razza. Il suo ultimo incarico ruota intorno al campio­nato cinofilo e vede protagonisti un boss a dieta, un'avvenente ragazza dal Brasile, sogni di tigelle con lardo e aglio. Piccante e rocambolesco, Grasso è un giallo filosofico che cita Heidegger e Ballard, Babbo Natale e la Coca-Cola. Ingredienti capaci di accon­tentare tutti i gusti.