Collana Fernandel

Rassegna stampa


  • «Passeggiate in pianura tra Tom Sawyer e Don Chisciotte» (Michele Trecca, «La Gazzetta del Mezzogiorno», 22 novembre 2003)

  • «Tornare ad “inseguire gli orizzonti”» (Stefano Tassinari, «l'Unità», 23 novembre 2003)

  • Intervista a Gianluca Di Dio (Sandra Origliasso, Traspi.net, 1 dicembre 2003)

  • «Una passione per la scrittura epico-cavalleresca» (Alberto Sebastiani, «La Gazzetta di Parma», 5 dicembre 2003)

  • Segnalazione su «Repubblica» (5 dicembre 2003)

  • «Bambini che guardano il mondo e imparano a crescere» (Francesco Satta, «Il Domani», 5 dicembre 2003)

  • «Un umorismo candido e immediato per un romanzo che ci scalda con la sua spensieratezza» (Patrizia Burra, «Pulp», gennaio-febbraio 2004)

  • «Un romanzo picaresco e comico insieme» (Guido Conti, «Italia Oggi», 27 febbraio 2004)

  • Intervista a Gianluca Di Dio (Michela Carpi, «Stilos», 27 luglio 2004)

  • Gianluca Di Dio, L'Emiliano innamorato


    L'Emiliano innamorato
    Pagine: 128
    Isbn: 9788887433401
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: settembre 2003



    un romanzo d'avventure fatto di ribellioni e primi amori

    L'Emiliano innamorato è un romanzo d'avventure fatto di ribellioni e primi amori che riprende in chiave moderna la tradizione epica dei grandi cantori padani.
    La storia, ambientata tra la periferia di una città di provincia e il grande fiume poco distante, è raccontata da un eroe bambino di undici anni: Emiliano. Attratto senza scampo da Anita, una coetanea bellissima e sfuggente, Emiliano, aiutato dagli amici del "mucchio", cerca in tutti i modi di conoscerla e conquistarla. Ma una serie di disavventure dovute alla sua immaginazione magnetica e rivoluzionaria gliela faranno sembrare un miraggio irraggiungibile. Un giorno però sarà lei a presentarsi, improvvisa e inaspettata, ma decisa a restare con lui per molto tempo, cancellando in un attimo tutti i retaggi e i rituali dell'infanzia.
    Illustrazione di copertina di Luigi Bissolati.

    Gianluca Di Dio

    Gianluca Di Dio è nato a Parma ma vive a Bologna, dove lavora come copywriter e libraio. Due suoi cortometraggi sono stati prodotti e girati a Parma. Un suo testo teatrale, J.C. Woyzeck: un cane smarrito si aggira per l'Europa, è stato rappresentato in Italia e all'estero, tradotto in tedesco e pubblicato in Germania. L'Emiliano innamorato è il suo primo romanzo, a cui è seguito nel 2010 Prospero (Italic).

    Come inizia


    Sotto i tasti dell'ascensore c'è scritto che chi ha meno di dodici anni deve essere accompagnato, ma io che ne ho dieci è già un anno che ci vado da solo. E comunque adesso sono in regola, perché sono con mio fratello che ne ha dieci più di me. Chissà perché quando mi viene a prendere lui non si può aspettare nemmeno un secondo: «Non ho mica tempo da perdere!» mi ripete sempre con quella faccia da musone cammellato. Perché io invece il tempo lo fabbrico, secondo lui! Sono due settimane che non riesco a trovare un minuto per mettere lo scotch rosso sulla mia cerbottana. Quella di Rollo è blu, quella di Gnacco nera, il Verde ce l'ha verde. persino Scalogna ce l' ha colorata, e io? «Emiliano ce l'ha color ponga!» urlava Rollo a tutti e rideva, ieri. E io? cosa potevo ribattere: non ho tempo? devo andare a inglese? devo fare la schedina a mia nonna? Chiaro che no, ho dovuto piantargli una caracca dietro a un'orecchia, a Rollo, che poi è uno strazio perché si mette a frignare e non la finisce più. Ecco, ecco no! lo schiaccio io il tasto del sesto piano. Ma perché se uno è due spanne più alto di te deve fregarti sempre il gusto di schiacciare i tasti più alti? Probabilmente è un destino: più si diventa alti più si diventa rompiscatole. Il portinaio che ci caccia sempre via dalle cantine, per dirne uno, sarà alto più di due metri. Va be', comunque mio fratello non è ancora così alto, lui ha un problema diverso: che non si rende conto. Adesso per esempio è venuto a prendermi con la scusa che la nonna sta poco bene. Che ragione è, che urgenza c'è? Quando mai la nonna è stata bene? Eravamo lì sdraiati sulla terrazza della lavanderia, io, Rollo, il Verde, Gnacco e Scalogna, con le nostre cerbottane puntate tutte quante contro il balcone di Guanciadipollo. Stavamo guardando il riflesso della finestra con la telenovela che le due Guancedipollo madre e figlia si fanno sempre dopo mangiato, e stavamo aspettando che arrivasse il momento giusto per sferrare il nostro tuonattacco. È troppo bello vedere le Guancedipollo che si girano di colpo verso la strada cogli occhi sbarrati dopo che cinque proiettili di stucco - o meglio quattro, perché Scalogna ha un occhio che tira a destra - hanno fatto tremare la finestra restando attaccati al vetro proprio al momento del bacio. Tutto era pronto: la sigla della telenovela partita, le cerbottane caricate e puntate, la strada senza scocciatori. e non mi arriva mio fratello che urla «Emiliano!» ai quattro venti rischiando di farci scoprire tutti quanti? Mio fratello è uno che non si rende conto, cosa si può dire di più? [...]

    L'opinione


    «Sorprende la capacità linguistica dell’autore, che ci proietta con forza in questo mondo bambino, in cui le dinamiche cavalleresche si sovrappongono a quelle della quotidianità contemporanea. Un mondo pieno di ribellione, gesti estremi e innocenza che fanno nascere l’invidia, almeno per purezza, negli adulti». (www.pickwick.it)